POSTURA, ECCESSIVA SEMPLIFICAZIONE DI UN SISTEMA PIU’ AMPIO?

Qualcuno forse storcerà il naso, perchè il modello più diffuso e su cui ci sono diversi studi, ebm (evidence based medicine), ricerche individuali, autori e tutto ciò che volete buttare dentro il calderone del mondo postura, è quello basato sul sistema nervoso e le regolazioni da parte dei recettori posturali.
Per intenderci, occhi, bocca, piedi, muscoli, articolazioni, sistema vestibolare, miofascia. Ovvero, gran parte degli squilibri possono derivare da una malocclusione, da un appoggio podalico non corretto, da un difetto di convergenza visiva, oppure da una postura antalgica, ovvero quella posizione che ci impone il Nostro sistema nervoso per scappare dal dolore o da un vecchio trauma. Esempio classico, ho un ginocchio infortunato, carico maggiormente dall’altro lato.

Da un po’ di tempo anche gli aspetti viscerali, per un usare un termine osteopatico, e nutrizionali, sono entrati nell’area di interesse del mondo della postura. Quindi, in sintesi, il sistema nervoso si adatta a tutta una serie di informazioni che riceve dalla periferia e come un bartender, shakera gli ingredienti ed ecco servito il cocktail postura!

E se non fosse proprio così? Se i recettori in realtà si adattassero a loro volta ad un qualche sistema più profondo e quindi fossero “vittima” anch’essi?
Mettiamo qualche tassello in più.

Il Nostro organismo è regolato da un sistema, chiamato autonomo (ovvero che opera indipendentemente dalla Nostra volontà), che è costituito da tre rami, uno molto antico, il sistema parasimpatico (vago dorsale), segue filogeneticamente il sistema simpatico (ormoni ed emozioni) e poi, in ultimo, ma forse il più importante, il vago ventrale, definito da Porges (http://stephenporges.com/) vago sociale.

Tutta la Nostra vita è regolata da questo sistema, che ci permette di respirare, digerire, regola gli ormoni, la tiroide, i reni, il metabolismo, il sistema immunitario, ecc. tutto questo mentre siamo al bar, chiacchierando con una persona, davanti ad un cocktail.

Quando siamo in una situazione di allerta, tutti i nostri sistemi si attivano per fronteggiare una ipotetica minaccia. Chi regola questa condizione?
Ovviamente il sistema autonomo. Generalmente la branca simpatica.

Il sistema autonomo regola l’attività muscolare in due modi, difesa ed attacco o fuga. Se siamo in pericolo, in base alla situazione, predominerà un aspetto “flessorio” di chiusura, difensivo (ci richiudiamo su noi stessi) oppure estensorio, pronti a scattare.

Se osserviamo le posture comuni, specialmente dei Nostri bambini, notiamo alcuni aspetti chiave, tipici delle posture flessorie, difensive, ovvero spalle e collo in avanti (anteposte) e iperlordosi (aumento della curva nella zona lombare).
[Al contrario, chi è pronto a scattare è in una postura più aperta e con la perdita delle curve vertebrali]

Il sistema è in modalità difesa. Fare un braccio di ferro, al fine di contrastare la contrazione di alcuni muscoli, è tempo perso. Bisogna cercare di armonizzare il sistema autonomo, calmarlo, integrare informazioni p.e. come “luogo sicuro” ed eliminare le tensioni accumulate che alimentano il ciclo di difesa (o attacco).

La postura è qualcosa che nasce dal profondo, non è solo muscoli che si contraggono. I muscoli sono l’espressione di cosa sta accadendo internamente, sono stupidi, sono l’ultima catena del rapporto causa effetto!

Questo non significa che non bisogna lavorare sull’aspetto muscolare o come oggi viene definito, miofasciale, ma ci sono dei modi e tempi che vanno rispettati. Un muscolo deve essere pronto per essere allungato, altrimenti è tempo perso.

Un classico esempio, sono quelle persone che spesso dicono che non sono mai state flessibili, che non sono mai riuscite a toccare la punta dei piedi con le mani, indipendentemente da qualsiasi cosa facciano. Ci sarà un motivo, no?

Tutto questo, quanto influenza la prestazione nello sport?