EHHH…QUILIBRIO POSTURALE

In un piccolo articolo, qualche settimana fa, evidenziavo la necessità di porre l’attenzione su diversi aspetti che potevamo riferire ad una sorta di gerarchia dell’organizzazione dell’allenamento. Partendo da processi basilari, quali riposo, alimentazione, recupero, integrazione, postura, come mezzi di prevenzione e gestione dell’Atleta, al fine di proteggere la sua capacità di performance.
Quindi un ritorno a concetti di base, spesso dimenticati, in virtù di trend dettati dal marketing e dal business, che spesso colpisce maggiormente i professionisti del settore.
Alcune idee molto diffuse che riguardano la postura e l’equilibrio posturale, sono proposti con elastici, swiss-ball, tavolette propriocettive, esercizi monopodalici, su sabbia, scalzi, sulle punte, attivando i glutei, stimolando punti magici sul corpo, l’infame ginnastica posturale, panche varie ed infine la creatività, ovunque possa portarci.

Questo ci pone davanti ad alcuni interrogativi, il primo, facendo questi esercizi effettivamente la Nostra Postura migliorerà o saremo solamente diventati più abili nell’eseguire un dato esercizio? (apprendimento e compensi posturali)

Secondo aspetto, i prima e dopo. Mi sono sempre rifiutato di scattare foto dove si ottenevano miglioramenti istantanei della postura, per un semplice motivo, banale, il rapporto causa-effetto del momento NON equivale al rapporto causa-effetto sul lungo periodo. Altrimenti basterebbe una seduta di FU*K**G POSTURAL SCREENING TRAINING  (l’inglese fa figo) e sareste a posto per l’eternità!
Il sistema nervoso reagisce ad uno stimolo (per fortuna, direi!) e modifica alcuni pattern di compenso, alcune volte in modo positivo (mi sento più dritto p.e.), altre volte senza che accada nulla di rilevante.

Terzo punto, la Postura ed il concetto di Disfunzione (X), sono legati in modo indissolubile ed interdipendente. Se gioco a calcio e subisco diverse distorsioni alla caviglia, quello sarà un fattore da prendere in considerazione, specialmente nella fase che alcuni chiamano in gergo fitness “step conoscitivo”, ovvero anamnesi, che non è una brutta parola! Questo per dire che gli esercizi, se parliamo di postura, vanno scelti in base ad una disfunzione rilevata, non perchè lo swing è funzionale e il lento avanti è per gli sfigati degli anni 70′.

Il problema, se qualcuno lo vede, è nell’approccio, nel considerare lo stimolo esterno unico “influencer”(va di moda il termine), del nostro equilibrio, simmetrie, estetica posturale.
Il muscolo, è stupido, sa solo contrarsi, se gli diciamo di farlo, lo fa, aumenta il suo tono, ci sentiamo TONICI. DRITTI. ERETTI. APERTI.
Andiamo a casa, mangiamo, dormiamo, viviamo la Nostra vita come abbiamo sempre fatto e la Nostra Postura, inteso come atteggiamento posturale, torna inevitabilmente ad un modello preimpostato nel computer che abbiamo nella Nostra scatola cranica.

Questo è un normale effetto, che potete ottenere facendo un qualsiasi allenamento con un po’ di criterio.

Cambiare la postura significa farlo anche (o forse, solo) dall’interno, inducendo il sistema nervoso a scegliere tra una opzione, quella che ha in memoria, ed una nuova condizione.
Se la nuova condizione è più favorevole, avremo un cambiamento, altrimenti tutto resterà inalterato, con le naturali variazioni sul tema.

Ora, senza estremizzazioni, non vi sto dicendo di immaginare di fare i 100 metri seduti sul divano, per buona pace dei mental (trainer) coach, o fare respirazione addominale (del resto inutile) dico solo che qualsiasi stimolo diamo al Nostro corpo, questo deve avere un effetto ben preciso, che andiamo a ricercare e che si integri, ovvero che il corpo lo faccia proprio.

Due punti chiave, sono:

A) Stimolo funzionale, ovvero che sia realmente utile al corpo dal punto di vista posturale (ormai odio questo termine), altrimenti non otterremo un reale cambiamento, ma solo una variazione temporanea determinata dalla variazione del tono muscolare.

B) Familiarità dello stimolo, quello del punto A, effettuato per un periodo sufficiente (almeno 3 mesi) da diventare parte integrante del sistema. Non bastano due o tre ore alla settimana, servono i compiti a casa, pochi minuti, per ricordare al corpo di memorizzare.

La Postura è come il dimagrimento, non posso seguire un programma nutrizionale per calare di peso solo 2 o 3 volte alla settimana, devo impegnarmi su un periodo più lungo per avere dei risultati soddisfacenti. Il corpo segue la fisiologia, quello che facciamo deve sempre andare in quella direzione. Le chiavi possono essere differenti, ma il modello a cui riferirsi è uno e non lo ha inventato nessuno, segue le regole del nostro corpo, del sistema nervoso.