Vegetative Training ®™ (English Version)

The vegetative-training (R) is a particular training, which through breathing, associated with the movement of the vertebral column and pelvic area, determines a series of cascade effects.
First of all, the harmonization and rebalancing, through spontaneous, involuntary movements of muscular tension, with very profound benefits, both on the posture and on the vitality of the subject. This breathing and movement reactivates the autonomic nervous system, with “unpredictable” benefits.
Our autonomous system controls the internal organs, temperature, respiration, muscular tension, hormones (adrenal glands, thyroid, pancreas), the reproductive area and involuntary emotional responses (anxiety, panic, suffocation, fear …).
The vegetative-training (R) stems from a 60-year-old heritage in Norway and subsequently adapted by Inge Jarl Clausen. In Italy I am the only representative of his school. Others few in the world.
The technique is performed by lying down in a “basic” respiratory position. It has countless applications in the field of well-being, recovery, prevention, stress, sport and performance optimization (increase of biological vitality).
Currently the biggest customers are top level athletes of English football, cycling, tennis, athletics, basketball, formula 1.
A key point, is that it does not provide physical contact, the person who performs the technique, is instructed step by step by the operator and learns to rebalance.
Those interested can freely contact me, bearing in mind that the VGT is an introspective system of harmonizing one’s own being, sometimes very physically and mentally demanding.
Suitable for everyone, but not for everyone.

Vegetative Training ®™

Il vegetative-training(R) è un particolare allenamento, che attraverso la respirazione, associata al movimento della colonna vertebrale e dell’area pelvica, determina una serie di effetti a cascata.
In primis, l’armonizzazione ed il riequilibrio, attraverso movimenti spontanei, involontari, delle tensioni muscolari, con benefici molto profondi, sia sulla postura sia sulla vitalità del soggetto. Tale respirazione e movimento riattiva il sistema nervoso autonomo, con benefici “non prevedibili”.
 
Il Nostro sistema autonomo, controlla gli organi interni, la temperatura, la respirazione, le tensioni muscolari, gli ormoni (ghiandole surrenali, tiroide, pancreas), l’area riproduttiva e le risposte emotive involontarie (ansia, panico, senso di soffocamento, paura…).
 
Il vegetative-training (R) nasce da una ereditá storica di 60 anni, in Norvegia e adattato successivamente da Inge Jarl Clausen. In Italia sono l’unico rappresentante della sua scuola. Altri pochi nel mondo.
 
La tecnica, si effettua da distesi in posizione “base” respiratoria. Ha innumerevoli applicazioni in ambito del benessere, recupero, prevenzione, stress, nello sport e nell’ottimizzazione della performance (aumento della vitalità biologica).
Attualmente i maggiori clienti sono Atleti top level del calcio inglese, ciclismo, tennis, atletica, basket, formula 1.
 
Un punto chiave, è che non prevede contatto fisico, chi effettua la tecnica, viene istruito passo-passo dall’operatore e impara a riequilibrarsi.
 
Chi è interessato, può liberamente contattarmi, tenendo presente che il VGT è un sistema introspettivo, di armonizzazione del proprio essere, alcune volte molto impegnativo fisicamente e mentalmente.
Adatto a tutti, ma non per tutti. 

STRETCHING MANDIBOLARE

Si sente parlare molto di stretching, in tutte le salse, ma pochi parlano di stretching applicato alla mandibola. Ho avuto il piacere di conoscere questa modalità di lavoro, grazie al Dott. Daniele Tonlorenzi, gnatologo. Lo stretching mandibolare viene effettuato utilizzando uno specifico strumento, ma può essere altrettanto efficacemente realizzato manualmente, anche in modi differenti che ho sperimentato nel tempo.

Qualcuno dirà, a cosa serve?

Praticamente è un mezzo poco conosciuto per stimolare il riflesso trigemino-cardiaco, vago mediato, che determina alcuni effetti interessanti, tra i quali: abbassamento della pressione sanguigna e della  frequenza cardiaca, aumento della quantità di sangue che arriva alla corteccia cerebrale del 30%, abbassamento della pressione endocranica media del 20%, analgesia e rilassamento muscolare.

In ambito sportivo significa avere un mezzo utile per il recupero post-allenamento, a costo zero, che sfrutta la neurofisiologia. I risultati spesso sono sorprendenti, sia sull’equilibrio posturale, sul recupero e la percezione di rilassamento che si ottiene.

Per saperne di più: http://www.danieletonlorenzi.it/

 

Riferimenti:

  1. Marcello Brunelli, Daniele Tonlorenzi, et Al. Prolonged hypotensive and bradycardic effects of passive mandibular extension: evidence in normal volunteers. Archives Italiennes de Biologie vol. 50 N° 4- 2012
  2. Cristina Del Seppia et Al. Evidence in the human of a hypotensive and a bradycardic effect after mouth opening maintained for 10 min European Journal of Applied Physiology July 2017, Volume 117
  3. Lapi Dominga, Daniele Tonlorenzi, et Al. Persistent effects after trigeminal nerve proprioceptive stimulation by mandibular extension on rat blood pressure, heart rate and pial microcirculation. Archives Italiennes de Biologie vol 151, No 1 (2013)
  4. Dominga Lapi, et Al. Trigeminocardiac Reflex by Mandibular Extension on Rat Pial Microcirculation: Role of Nitric Oxide Plos One December 31, 2014
  5. Dominga Lapi, et Al. Trigeminal Cardiac Reflex and Cerebral Blood Flow Regulation. Front. Neurosci., 20 October 2016
  6. Dominga Lapi, et Al. Repeated Mandibular Extension in Rat: A Procedure to Modulate the Cerebral Arteriolar Tone. Front. Physiol., 31 August 2017

 

POSTURA, ECCESSIVA SEMPLIFICAZIONE DI UN SISTEMA PIU’ AMPIO?

Qualcuno forse storcerà il naso, perchè il modello più diffuso e su cui ci sono diversi studi, ebm (evidence based medicine), ricerche individuali, autori e tutto ciò che volete buttare dentro il calderone del mondo postura, è quello basato sul sistema nervoso e le regolazioni da parte dei recettori posturali.
Per intenderci, occhi, bocca, piedi, muscoli, articolazioni, sistema vestibolare, miofascia. Ovvero, gran parte degli squilibri possono derivare da una malocclusione, da un appoggio podalico non corretto, da un difetto di convergenza visiva, oppure da una postura antalgica, ovvero quella posizione che ci impone il Nostro sistema nervoso per scappare dal dolore o da un vecchio trauma. Esempio classico, ho un ginocchio infortunato, carico maggiormente dall’altro lato.

Da un po’ di tempo anche gli aspetti viscerali, per un usare un termine osteopatico, e nutrizionali, sono entrati nell’area di interesse del mondo della postura. Quindi, in sintesi, il sistema nervoso si adatta a tutta una serie di informazioni che riceve dalla periferia e come un bartender, shakera gli ingredienti ed ecco servito il cocktail postura!

E se non fosse proprio così? Se i recettori in realtà si adattassero a loro volta ad un qualche sistema più profondo e quindi fossero “vittima” anch’essi?
Mettiamo qualche tassello in più.

Il Nostro organismo è regolato da un sistema, chiamato autonomo (ovvero che opera indipendentemente dalla Nostra volontà), che è costituito da tre rami, uno molto antico, il sistema parasimpatico (vago dorsale), segue filogeneticamente il sistema simpatico (ormoni ed emozioni) e poi, in ultimo, ma forse il più importante, il vago ventrale, definito da Porges (http://stephenporges.com/) vago sociale.

Tutta la Nostra vita è regolata da questo sistema, che ci permette di respirare, digerire, regola gli ormoni, la tiroide, i reni, il metabolismo, il sistema immunitario, ecc. tutto questo mentre siamo al bar, chiacchierando con una persona, davanti ad un cocktail.

Quando siamo in una situazione di allerta, tutti i nostri sistemi si attivano per fronteggiare una ipotetica minaccia. Chi regola questa condizione?
Ovviamente il sistema autonomo. Generalmente la branca simpatica.

Il sistema autonomo regola l’attività muscolare in due modi, difesa ed attacco o fuga. Se siamo in pericolo, in base alla situazione, predominerà un aspetto “flessorio” di chiusura, difensivo (ci richiudiamo su noi stessi) oppure estensorio, pronti a scattare.

Se osserviamo le posture comuni, specialmente dei Nostri bambini, notiamo alcuni aspetti chiave, tipici delle posture flessorie, difensive, ovvero spalle e collo in avanti (anteposte) e iperlordosi (aumento della curva nella zona lombare).
[Al contrario, chi è pronto a scattare è in una postura più aperta e con la perdita delle curve vertebrali]

Il sistema è in modalità difesa. Fare un braccio di ferro, al fine di contrastare la contrazione di alcuni muscoli, è tempo perso. Bisogna cercare di armonizzare il sistema autonomo, calmarlo, integrare informazioni p.e. come “luogo sicuro” ed eliminare le tensioni accumulate che alimentano il ciclo di difesa (o attacco).

La postura è qualcosa che nasce dal profondo, non è solo muscoli che si contraggono. I muscoli sono l’espressione di cosa sta accadendo internamente, sono stupidi, sono l’ultima catena del rapporto causa effetto!

Questo non significa che non bisogna lavorare sull’aspetto muscolare o come oggi viene definito, miofasciale, ma ci sono dei modi e tempi che vanno rispettati. Un muscolo deve essere pronto per essere allungato, altrimenti è tempo perso.

Un classico esempio, sono quelle persone che spesso dicono che non sono mai state flessibili, che non sono mai riuscite a toccare la punta dei piedi con le mani, indipendentemente da qualsiasi cosa facciano. Ci sarà un motivo, no?

Tutto questo, quanto influenza la prestazione nello sport?

PROGRAMMI PERSONALIZZATI PER LO SPORT E LA PERFORMANCE

La praticità di un programma e di una consulenza nello sport è permettere a chi ne usufruisce di poter lavorare in maniera autonoma e senza essere dipendente dal trainer, consulente o come volete chiamarlo.
Oggi la tecnologia ci offre numerose alternative all’incontro diretto (premesso che la fase iniziale avvenga ovviamente dal vivo), due delle quali estremamente proficue, ovvero le video-chiamate (p.e. skype) e le foto/video riprese, che possono essere utilizzate in modo differente.
Il lavoro proposto terrà conto di diversi aspetti che influenzano la nostra prestazione, dall’uso adeguato delle calzature, oppure se la racchetta da tennis che utilizziamo disturba il sistema propriocettivo, se la respirazione è efficiente (no, la respirazione addominale è esclusa dal programma), se le tre aree principali di squilibrio posturale disturbano il sistema nervoso, se il sistema pelvico è in equilibrio e poi specifiche autoposture da effettuare per armonizzare le catene principali.
In realtà, basta effettuare due, tre incontri ben distribuiti in base alle esigenze individuali, con l’impegno di eseguire gli esercizi proposti in modo costante così da ottenere risultati, oramai prevedibili, di riequilibrio muscolare e posturale.
Le tecniche proposte, derivano dall’esperienza diretta, maturata sul campo e in alcuni corsi, in Italia e all’Estero ed applicata in diversi sport, partendo dal presupposto che la fisiologia è una e apparteniamo tutti alla spessa specie.
In alcuni casi specifici, dove è presente un marcato squilibrio o problemi di carattere cronico, è richiesto l’intervento medico e di figure come osteopata, chiropratico o fisioterapista.
Inutile provare a riequilibrarsi se è presente un trauma fisico di una certa entità, la postura antalgica, dettata dal dolore, sarà predominante.
In molti casi è utile uno stop dall’attività fisica, prima di intraprendere qualsiasi percorso o programma, sia esso terapeutico o di allenamento.
Attenzione: Non ci occupiamo di riabilitazione, cura, diagnosi o programmi nutrizionali, di stretta compentenza di altre figure professionali con le quali abbiamo rapporti diretti, per sposare il concetto di multidisciplinarietà.